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La Storia

Il Cane Corso è un antichissimo molosso italiano, discendente diretto del "canis pugnax ' romano.
Pur escludendo a priori che il nome indichi l'origine geografica della razza, l'etimologia dell'espressione "corso" è controversa.
Alcuni ritengono che la parola tragga origine dal latino 'cohors' che significa protettore, guardia, (si ricorda ad esempio "praetoria cohors": guardia del corpo del generale, ed ancora oggi in Vaticano, Cohors Elvetica: guardia Svizzera).
A tal proposito è di grande interesse l'ipotesi che vede la radice di Corso nella parola greca Kortos, che indica il cortile, il recinto e da cui deriva il summenzionato cohors, che indicherebbe quindi il cane posto a guardia del cortile. Tale ipotesi, se vera, ci riconduce alla Magna Grecia ed alla suggestiva origine orientale dei molosso.
Altri fanno risalire il nome "Corso" ad una antica accezione celtico-provenzale che esprimeva il termine forte, potente.
Quest'ultima ipotesi è altrettanto plausibile in quanto ancor oggi la troviamo in alcune parole come "corsiero" (cavallo da battaglia usato nel Medio Evo), nell'inglese 'coarse" (grezzo, rozzo), ed infine in alcuni dialetti dell'Italia meridionale in cui "Corso" significa robusto, fiero.
Sta di fatto che, da quando ha cominciato a delinearsi la lingua italiana, il molosso è sempre stato chiamato Corso.
Termine più adeguato difficilmente poteva essere coniato per descrivere questo cane, insieme di potenza e distinzione.
Non è, è importante dirlo, una razza estrema in nessuna sua caratteristica e da ciò deriva la sua armonia.
La sua conformazione è infatti quella di un molosso di taglia medio grande, dalla muscolatura molto ben sviluppata che gli conferisce un aspetto solido, compatto, privo di ogni pesantezza.
La testa è ben proporzionata al corpo. Lo sguardo è fiero, espressivo: la dentatura leggermente prognata. Il collo è possente. Il torace ben aperto e disceso.
L'altezza va dai 64 ai 68 cm. nei maschi e dai 60 ai 64 cm. nelle femmine, con tolleranza di cm.2 in più o in meno; il peso medio nei maschi da 45/50 Kg. nelle femmine da 40/45 Kg.
Il pelo dei manto è corto ma non raso (pelo di vacca), molto robusto e fittissimo tale da garantire una perfetta impermeabilità; d'inverno è presente un fitto sottopelo.
I colori tradizionali sono il nero e il tigrato, ma vi sono anche esemplari fulvi (frumentini) e cinerini.
Armonia forza e scioltezza sono gli aggettivi che più si addicono alla sua andatura naturale: passo lungo, trotto allungato, tratti di galoppo.
Le caratteristiche di equilibrio psichico, la devozione assoluta al padrone e la versatilità ad adattarsi ai più svariati impieghi sono la ragione dei successo e della diffusione che la razza ebbe fino a pochi decenni fa.
L'uso più classico del Cane Corso fu nella caccia alla selvaggina pericolosa, specialmente il cinghiale. I segugi e i bracchi dovevano scovare il selvatico e quindi, dopo un inseguimento, costringerlo ad arrestarsi permettendo ai cacciatori di sopraggiungere.
Venivano sciolti allora i Cani Corso che dovevano avventarsi sul cinghiale e bloccarlo afferrandolo alle orecchie e al grifo.
Ciò consentiva ai cacciatori di avvicinarsi incolumi e di finire la grossa preda con un colpo ben assestato.
Era questa mischia finale, questo epilogo cruento, che esaltava gli uomini e che li ha portati a celebrare la scena in una lunghissima serie di rappresentazioni artistiche.
Molto simile a questo era il compito che il Cane Corso doveva svolgere come bovaro e cioè come cane da. macellaio.
Fino a molti anni fa, i bovini da carne erano allevati allo stato brado in zone incolte e per arrivare al mattatoio in città dovevano essere guidate dai butteri per percorsi di decine di chilometri.
Nate e cresciute allo stato brado, le mandrie avevano tutta la pericolosità degli animali selvatici. Presupposto indispensabile per controllare i bovini era di togliere di mezzo il toro, utilizzando a tal fine i Cani Corsi che dovevano bloccarlo, afferrandolo al musello con morsa ferrea. poiché il dolore, causato in questa parte sensibile, immobilizzava completamente il grosso animale.
Sempre come bovaro il Corso doveva difendere le mandrie dai grandi predatori, quali l'orso o il lupo, inoltre dalla piaga dell'abigeato.
Un tipo di caccia molto particolare in cui il Corso era specializzato era quella al tasso. Questo grosso mustelide, dalle abitudini notturne, era molto apprezzato sia per la pelliccia, che per il sapore della carne e persino per il grasso, che fuso, veniva usato come unguento lenitivo. La caccia si praticava di notte e richiedeva cani particolarmente addestrati, in quanto il buio impediva al cacciatore di impiegare armi da fuoco. Il Corso doveva quindi sorprendere il tasso ed ucciderlo con un secco morso dietro la nuca, prima che questo potesse mettersi in posizione eretta e difendersi con i suoi lunghi ed affilatissimi artigli.
Impiego molto positivo era quello che ne facevano le "guardie campestri". Nelle masserie, finito il raccolto, la campagna malarica veniva abbandonata da tutti. Per lunghi mesi, finito il tempo della semina, vi rimaneva solo il guardiano: unico suo compagno il cane, indispensabile aiuto per difendersi dai malviventi che al tempo vagabondavano per quelle terre abbandonate.
Nei lunghi mesi trascorsi insieme, si stabiliva una tale reciproca comprensione ed affiatamento, che il Cane Corso arrivava a manifestare una intelligenza sbalorditiva. Anche i carrettieri che trasportavano le derrate di giorno e di notte, lungo le strade deserte, in piena campagna, temevano continuamente gli assalti dei ladri; per maggior sicurezza viaggiavano in convogli e tenevano di scorta il Cane Corso. L'ecletticità della razza fu motto apprezzata anche dai grandi Signori feudali e rinascimentali che la impiegarono, non solo per la caccia alla grande selvaggina, ma anche per la guardia alle fortificazioni e come strumento bellico.
A tal fine i Corsi venivano bardati con giachi di cuoio indurito che proteggevano il petto ed il dorso. Ad alcuni soggetti si applicava inoltre una speciale bardatura che permetteva all'animale di trasportare sul dorso degli speciali recipienti contenenti sostanze resinose accese.
Cosi bardati questi cani, detti piriferi, erano di grande efficacia contro la cavalleria, in quanto, oltre a spaventare i cavalli, procuravano loro dolorose ustioni.
Un passato così ricco ed affine alla storia dell'uomo, non poteva non lasciare traccia nelle testimonianze storiche.
La bibliografia è innumerevole. Basterà ricordare, Teofilo Folengo nel "Maccheronee" (1552), il famoso naturalista Konrad von Gesner nel "De Quadrupedibus" (1551), Erasmo di Valvasone nel 'Della Caccia' (1591), Minà Palumbo nei "Mammiferi di Sicilia" (1 868), e persino Giovanni Verga nel "Malavoglia" (1 881).
Quanto all'iconografia è talmente vasta che è impossibile catalogarla.
Per citare solo le testimonianze più importanti, ricordiamo i dipinti della Reggia di Caserta, e le stampe di Bartolomeo Pinelli fino ad arrivare agli affreschi del Palazzo The di Mantova.
Storia meno gloriosa e recente è quella a partire dal secondo dopo guerra, in cui il veloce mutare delle condizioni socio economiche, l'abbandono dell'allevamento dei bovini allo stato brado, ha condotto a trascurare la selezione della razza, che, ridotta a pochi esemplari ha rasentato l'estinzione.

Malattie

Parlare della salute del Cane Corso, ci porta inevitabilmente a parlare di patologie presenti nella razza più o meno diffusamente. Il discorso ci porterebbe lontano e rischierebbe di diventare un argomento per addetti ai lavori da trattare su basi mediche.

Possiamo allora dire che generalmente quella del Corso è una razza che gode di buona salute, anzi che il Cane Corso è un cane caratterizzato da un buon grado di rusticità che gli permette di sopportare anche situazioni gravose.

Il Cane Corso ha il pelo corto, ma il suo sottopelo gli permette di difendersi bene dai rigori del freddo. Come tutte le razze di grande mole il Cane Corso è interessato da patologie osteoarticolari quali la displasia dell'anca, osteocondrite del garretto, debolezza ai legamenti del ginocchio.

Ci sono poi casi significativi di malattie neurologiche (epilessia) e carenze del sistema immunitario che favoriscono l'insorgenza di malattie, nonchè l'attacco di parassiti (rogna demodettica). Nella norma, forse anche meno, il numero di casi segnalati per le patologie a carico del miocardio, delle oculopatie e i casi di torsione dello stomaco. Si può dire che in generale la razza gode di una buona salute, anche se manca un monitoraggio organizzato su base scientifica. Oggi sono pochi i controlli preventivi e le azioni mirate per sconfiggere le patologie più frequenti. Per fortuna dell'elenco presentato poche sono le situazioni che possono causare la morte, in generale i soggetti colpiti si possono curare con terapie specifiche o interventi chirurgici.

In questi casi diventa importante una diagnosi precoce, uno stile di vita ed un'alimentazione adatta. Se il nostro Cane Corso gode di buona salute ed è gestito con diligenza, la sua vita sarà, oltre che più lunga, di migliore qualità.

Diventa banale a questo punto affermare che l'allevamento Saxellum - Val d'Erro si propone l'obiettivo di selezionare soggetti sani, equilibrati e di buon carattere. Ci preme invece sottolineare l'assistenza fornita ai nostri clienti (molti dei quali diventano poi amici) in tutte le occasioni in cui viene richiesta, convinti come siamo che il rapporto fiduciario instaurato con il nostro allevamento non si esaurisca con la consegna del cucciolo.

Riteniamo infatti che il cucciolo debba essere seguito con cura in tutta la fase delle crescita; non ci stancheremo mai di ricordare di non sottoporlo a sforzi, di non farlo saltare, di non fargli salire scale ed evitare che nel gioco egli interagisca con soggetti di mole maggiore della sua.

Oltre quanto ricordato, al cuccioli di Cane Corso non occorrono particolari prescrizioni, il più delle volte basta il puro buonsenso e l'applicazione dei consigli ricevuti in allevamento al momento della consegna.

In caso di situazioni anomale l'allevamento e il medico veterinario sapranno all' occorrenza fornire i consigli del caso.

La Scelta

Traduzione: Dr. Antonio Morsiani, Dr. J. M. Paschoud, Prof. R. Triquet.
Origine: Italia
Data di pubblicazione dello standard originale effettivo: 12.03.1999
Utilizzazione: cane da guardia, da difesa, da polizia, da pista.
Classificazione FCI:Gruppo 2Cani tipo Pinscher e Schnauzer Molossoidi e Cani da Montagna e Bovari SvizzeriSelezione 2.2 MolossoidiSenza prova di lavoro
Brevi Cenni Storici
E' discendente diretto dell'antico molosso romano. Diffuso un tempo in tutta Italia, più recentemente si è conservato prevalentemente in Puglia e nelle regioni limitrofe dell'Italia meridionale. Il suo nome deriva dal latino "cohors", che significa protettore, guardiano delle fattorie.
Aspetto generale
Cane medio-grande, rustico, fortemente costruito ma elegante, asciutto, con muscoli potenti e tuttavia lunghi.
Proporzioni importanti
La lunghezza della testa raggiunge il 36% dell'altezza al garrese. Il cane è alquanto più lungo che alto.
Comportamento e carattere
Guardiano della proprietà, della famiglia e del bestiame, molto agile e reattivo, in passato veniva utilizzato per immobilizzare i bovini e per la caccia alla grossa selvaggina.
Testa: larga, tipicamente molossoide, ha gli assi longitudinali superiori del cranio e del muso lievemente convergenti fra loro.
Regione cranica
Cranio: largo, agli zigomi la sua larghezza è pari o superiore alla sua lunghezza. Convesso anteriormente, diventa piuttosto piatto dietro la fronte fino all'occipite. Solco medio-frontale visibile.
Stop: marcato
Regione facciale:
Tartufo: nero e voluminoso, con narici ampie e aperte, è sulla stessa linea della canna nasale.
Muso: notevolmente più corto del cranio (rapporto muso-cranio approssimativamente: 1:2), fortissimo, con faccia anteriore rigorosamente quadrata e piatta e facce laterali parallele, tanto largo quanto lungo. Profilo della canna nasale rettilineo.
Labbra: le labbra superiori moderatamente pendenti coprono la mandibola, cosicché il profilo inferiore del muso è dato dalle labbra.
Mascelle/denti: mascelle molto larghe, spesse e piuttosto ricurve. Dentatura lievemente prognata. Chiusura a tenaglia accettabile ma non ricercata.
Occhi: di media grandezza, ovaleggianti, posti in avanti e leggermente affioranti. Palpebre aderenti. Colore dell'iride il più scuro possibile a seconda del colore del mantello. Sguardo intelligente e vigile.
Orecchi: triangolari, pendenti, con attacco largo, posti molto al di sopra dell'arcata zigomatica. Quasi sempre vengono amputati corti a forma di triangolo equilatero.
Collo: forte, piuttosto asciutto, muscoloso, lungo quanto la testa.
Corpo: il tronco è alquanto più lungo dell'altezza al garrese, fortemente costruito ma non tozzo.
Garrese: evidente e supera il livello della groppa.
Dorso: rettilineo, molto muscoloso e teso.
Lombo: corto e solido.
Groppa: lunga e larga, lievemente inclinata.
Torace: ben sviluppato nelle tre dimensioni e disceso al gomito.
Coda: inserita piuttosto alta, molto grossa alla radice, viene amputata alla quarta vertebra. In azione si rialza, però mai a candela.
Arti
Arti Anteriori:
Spalla: lunga, obliqua, molto muscolosa.
Braccio: potente.
Avambraccio: diritto e molto forte.
Carpo e metacarpo: asciutti ed elastici.
Piede: piede di gatto.
Arti Posteriori
Coscia: lunga, larga e convessa posteriormente.
Gamba: asciutta e forte.
Garretto: moderatamente angolato.
Metatarso: spesso ed asciutto.
Piedi: un po' meno compatti degli anteriori.
Movimento: passo lungo, trotto allungato. Il movimento preferito è il trotto.
Pelle: alquanto spessa e piuttosto aderente agli strati sottostanti.
Mantello
Pelo: corto ma non raso, a tessitura vitrea, lucido, brillante, aderente, molto folto con un lieve strato di sottopelo.
Colore: nero, grigio piombo, ardesia, grigio chiaro, fulvo chiaro, fulvo cervo, fulvo scuro, tigrato (tigrature su fondo fulvo o grigio di varie gradazioni). Nei soggetti fulvi e tigrati è presente un maschera nera o grigia la cui estensione è limitata al muso e non deve superare la linea degli occhi. Ammessa una piccola chiazza bianca al petto, alla punta dei piedi e alla canna nasale.
Taglia e peso
Altezza al garrese:
nei maschi da cm. 64 a cm. 68
nelle femmine da cm. 60 a cm. 64
con tolleranza di cm. 2 in più o in meno.
Peso:
maschi da 45 a 50 Kg.
femmine da 40 a 45 kg.
Difetti: ogni deviazione dalle caratteristiche indicate nella descrizione delle varie regioni costituisce un difetto, che deve essere penalizzato nel giudizio in rapporto alla sua gravità e alla sua diffusione.
Difetti gravi:
- parallelismo evidente degli assi cranio-facciali, convergenza molto marcata, facce laterali del muso convergenti;
- chiusura a forbice, prognatismo accentuato e deturpante;
- tartufo: depigmentazione parziale;
- coda: portata a candela o a anello;
- statura: al di sopra o al di sotto dei limiti indicati;
- andatura: ambio continuato.
Difetti da squalifica:
- divergenza degli assi cranio-facciali;
- enognatismo;
- canna nasale decisamente concava o montonina;
- tartufo: depigmentazione totale;
- occhi: depigmentazione moderata e bilaterale delle palpebre, gazzuoli, strabismo bilaterale;
- coda: anurismo, brachiurismo, sia congeniti che artificiali;
- pelo: semi-lungo, raso, frangiato;
- colori: colori non previsti dallo standard, macchie bianche troppo estese.
Nota: i maschi devono avere 2 testicoli di aspetto normale e ben discesi nelle scroto.

Alimentazione

L’alimentazione del Cane, e in particolarmodo del cane Corso, richiederebbe un libro intero a partire dallo svezzamento concludendo con l’alimentazione del cane anziano.Cercherò di sintetizzare per il bene di tutti.. 

Io vi spiego come faccio con i miei cani, magari potrete prendere spunto anche voi e provare con il vostro cane.

Svezzamento con……carne o crocchette?? Tutte e due.


Avendo pochi cani, posso permettermi il “lusso” se così si può chiamare di svezzare i cuccioli con carne cruda macinata per passare successivamente ad una alimentazione combinata carne-crocchette. In pratica inizio a svezzarli dando loro qualche bocconcino di carne per iniziare a integrare il latte materno in maniera graduale. La povera mamma infatti, verso i 40 giorni, a volte anche prima, inizierà ad avere meno latte, i cuccioli inizieranno ad essere famelici ed irrequieti perseguitando la mamma per una poppata che, in ogni modo, lei cerca di schivare.

Utilizzo carne trita di bovino oppure macinato di pollo che macino io stesso con il mio tritacarne elettrico. In mezzo alla carne, utilizzo un integratore a base di erbe officinali, con l’aggiunta di condroprotettori per il corretto sviluppo cartilagineo delle articolazioni.

Man mano che il cucciolo cresce, avrà sempre meno poppate e sempre più carne nella sua dieta ormai ripartita in 4 pasti: mattina presto, ora di pranzo, tardo pomeriggio, dopo cena.

Dai 90 giorni in poi, somministro al cucciolo solo 3 pasti. Alla mattina carne cruda con carota grattugiata o mela grattugiata e integratore, ora pranzo crocchette, alla sera carcassa di pollo cruda. All’inizio do solo la parte anteriore del busto, senza parte posteriore, quando sono un po’ più grandi, la do intera. Amano sgranocchiarla, si spassano per interi quarti d’ora, fortificano i denti e la muscolatura della bocca, del collo e del dorso quando strappano. La adorano!!! Sono scarti della lavorazione del pollame. In pratica è un pollo privato di testa, cosce, petto, ali e organi interni. Rimane moltissima carne, pelle, cartilagini, ossa non pericolose. Le pago anche pochissimo e la cosa non fa male…

Con gli adulti mi regolo diversamente somministrando solo due pasti mattino e sera e rispettivamente crocchette alla mattina e carne alla sera o viceversa.

Perchè utilizzare la dieta del crudo con le crocchette? Questione di completezza e praticità.

Il cane è un carnivoro ma ha anche bisogno di fibre, vitamine, sali minerali e fonte energetica derivata dai cereali, di buona qualità e non troppi….

Utilizzando carne e crocchette (di buona qualità), sono sicuro di dare ai miei cani TUTTO ciò di cui hanno bisogno, senza limitazioni e carenze alcuna. La carne, ricca di proteina, ha una funzione detta “Plastica” che va a “costruire” i tessuti. Un cane in accrescimento ha bisogno di proteine, ma non solo. Ha bisogno anche di grassi, di buona qualità, ben digeribili, altamente energetiche e calcio.

Con le crocchette apporto una seconda fonte proteica magari di agnello o tonno o aringa (apportno omega3) abbinato ad un cereale già incluso nella crocchetta, il riso è il mio preferito con un’ ottima digeribilità. Le crocchette che uso sono integrate anche con taurina per apportare benefici all’apparato cardio circolatorio e la glucosammina (condroprotettore descritto sopra) per rafforzare articolazioni e cartilagini nonchè vitamine e minerali.

Una volta a settimana, fornisco ad ogni adulto e ad ogni cucciolo 1 tuorlo d’uovo; l’albume lo getto via perchè nel cane è un anti-vitaminico. Il guscio, si può tritare con un pestello e amalgamarlo insieme alla carne tritata per apportare calcio e magnesio.

Da novembre a febbraio, i miei cani Corso si autogestiscono con i kaki che, una volta maturi, cascano naturalmente dall’albero. Ne vanno ghiotti!

Come snack…pane secco. Fonte energetica, fortifica i denti e ha una azione abrasiva su di essi. Da secoli…non c’è cane Corso in masseria che non ne abbia mai mangiato…

Con questo tipo di alimentazione non ho mai avuto problemi di nessun tipo. Scegliete però una buona crocchetta per cani perchè in commercio ce ne sono tantissime, molte blasonate e pubblicizzate ma poche valide. La migliore proteina per costituire la crocchetta è la carne disidratata ad uso umano di fascia 3. Se poi utilizzano cereale non ogm e la parte “nobile” del chicco anzichè le scorie…tanto meglio. Verificate sull’etichetta che non vi siano ne coloranti ne conservanti…. Alcuni di essi sono cancerogeni….

Per legge, l’etichetta sul sacco indica gli ingredienti in base alla percentuale contenuta. Visto che sono crocchette per CARNIVORI il primo ingrediente DEVE essere carne. Se leggete un’etichetta il cui primo contenuto è “cereali”, assicuratevi di non aver preso del becchime per polli. 

C’è carne e carne…

Carne disidratata ad uso umano, come abbiamo visto è la migliore disponibile.

Farine di carne…: “Prodotto ottenuto dal riscaldamento, dall’essiccamento e dalla macinazione della totalità o di parti di carcasse di animali terrestri a sangue caldo”

Derivati della carne…: “sottoprodotti provenienti dalla trasformazione del corpo di animali terrestri a sangue caldo”, ovvero scarti di lavorazione di origine animale non meglio identificati. Penne di pollame, unghie, becchi, zampe, sono parte integrante di questi sottoprodotti dal bassissimo valore nutritivo. Capita anche che vengano utilizzate interiora, parti tumorali e altri scarti di macellazione ricchi di tossine, ormoni ed altro ancora… Preferisco non approfondire perchè l’argomento è ricco di aspetti ancor poco conosciuti e anche non proprio felici.

Entriamo un po’ più nel dettaglio con le materie prime crude:

CARNE: Può essere di bovino, di pollo, di agnello, o altro. Gli si può dare cruda o scottata a seconda della qualità; quella di suino deve essere sempre cotta. Il contenuto proteico e quello energetico variano a seconda della percentuale di ossa e di grasso presente. La digeribilità e il valore biologico sono tanto più alti quanto maggiore è la quantità di muscolo contenuta e diminuiscono quando c’è un’alta presenza di tendini, cartilagini e collagene in genere. (curiosità) I cani riescono a digerire anche carne in corso di putrefazione grazie ai numerosissimi succhi gastrici che sono in grado di produrre.

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FRATTAGLIE:

Sono formate da viscere quali cuore, fegato, trippa, milza,ecc… Sono ottimi alimenti specie per i cuccioli e i cani in crescita. I cani ne vanno matti!

PESCE:

E’ più gustoso se cotto. E’ un’ottima fonte di proteine ben digeribili e di alto valore biologico. E’ anche ricco di sali minerali e di vitamine. E’ soprattutto consigliato ai cani in crescita o con intolleranze alla carne.

UOVA:

Sono ottimi alimenti, ricchi di proteine a elevato valore biologico, di grassi e di vitamine. Sono particolarmente consigliate per i cuccioli, i riproduttori e durante la lattazione. Possono sostituire parzialmente la carne e il pesce ed essere somministrate crude.

LARDO, GRASSI E OLI VEGETALI: Ottime fonti caloriche, molto ben appetite dai cani, che tendono a mangiarne più del necessario. Sono utili ai cani che lavorano e compiono sforzi fisici o a cani esposti a basse temperature. E’ consigliabile aggiungere alla razione un poco d’olio di oliva o di semi.

RISO E PASTA: Sono tra le principali fonti energetiche perché ricchi di amido;per essere digeriti devono essere ben cotti.

PANE SECCO: Ottima fonte energetica ben voluta dal cane. Deve essere ben secco e deve essere lasciato all’aria. Non deve essere ammuffito, altrimenti potrebbe anche essere nocivo per il cane. L’ideale è mettere gli avanzi di pane in un sacchetto di carta sul termosifone. Serviranno sia a voi che ai vostri cani. Per voi, le fette di pane secche, con una sfregatina di aglio e un goccio di olio extra vergine di oliva…sale e pepe….un vero e proprio crostino pronto all’uso.. Per i cani, così com’è!

RISO SOFFIATO: Buonissima fonte energetica che possono sostituire il riso, la pasta e il pane.Per essere ben digeriti dal cane deve subire un accurato trattamento preventivo.

VERDURA E FRUTTA: Hanno un apporto nutritivo molto basso, ma il loro contenuto in fibra grezza risulta molto utile per i cani che soffrono di stitichezza e che vivono una vita sedentaria. La mela soprattutto è fantastica in stati diarroici perchè la attenua moltissimo.

Uso molto anche la carota grattuggiata, ricca di fibre, alfacarotene, betacarotene, vitamine C, D, E B2, B6 e poi..potassio, ferro, calcio, fosforo, sodio, rame e magnesio

L’ ULTIMA PAROLA:

L’ultima parola ovviamente l’avrà il vostro cane Corso. Se il manto sarà folto e lucido, privo di forfora, muscoli definiti, il suo umore sarà buono, occhio vispo, alito nella norma…e feci compatte ma non troppo…e avrà sempre voglia di giocare con voi, allora siete sulla giusta strada!

Questi sono solo semplici consigli, dettati da esperienza personale. Spero possiate trarne qualche spunto.

Stanard FCI

Traduzione: Dr. Antonio Morsiani, Dr. J. M. Paschoud, Prof. R. Triquet.
Origine: Italia
Data di pubblicazione dello standard originale effettivo: 12.03.1999
Utilizzazione: cane da guardia, da difesa, da polizia, da pista.
Classificazione FCI:Gruppo 2Cani tipo Pinscher e Schnauzer Molossoidi e Cani da Montagna e Bovari SvizzeriSelezione 2.2 MolossoidiSenza prova di lavoro
Brevi Cenni Storici
E' discendente diretto dell'antico molosso romano. Diffuso un tempo in tutta Italia, più recentemente si è conservato prevalentemente in Puglia e nelle regioni limitrofe dell'Italia meridionale. Il suo nome deriva dal latino "cohors", che significa protettore, guardiano delle fattorie.
Aspetto generale
Cane medio-grande, rustico, fortemente costruito ma elegante, asciutto, con muscoli potenti e tuttavia lunghi.
Proporzioni importanti
La lunghezza della testa raggiunge il 36% dell'altezza al garrese. Il cane è alquanto più lungo che alto.
Comportamento e carattere
Guardiano della proprietà, della famiglia e del bestiame, molto agile e reattivo, in passato veniva utilizzato per immobilizzare i bovini e per la caccia alla grossa selvaggina.
Testa: larga, tipicamente molossoide, ha gli assi longitudinali superiori del cranio e del muso lievemente convergenti fra loro.
Regione cranica
Cranio: largo, agli zigomi la sua larghezza è pari o superiore alla sua lunghezza. Convesso anteriormente, diventa piuttosto piatto dietro la fronte fino all'occipite. Solco medio-frontale visibile.
Stop: marcato
Regione facciale:
Tartufo: nero e voluminoso, con narici ampie e aperte, è sulla stessa linea della canna nasale.
Muso: notevolmente più corto del cranio (rapporto muso-cranio approssimativamente: 1:2), fortissimo, con faccia anteriore rigorosamente quadrata e piatta e facce laterali parallele, tanto largo quanto lungo. Profilo della canna nasale rettilineo.
Labbra: le labbra superiori moderatamente pendenti coprono la mandibola, cosicché il profilo inferiore del muso è dato dalle labbra.
Mascelle/denti: mascelle molto larghe, spesse e piuttosto ricurve. Dentatura lievemente prognata. Chiusura a tenaglia accettabile ma non ricercata.
Occhi: di media grandezza, ovaleggianti, posti in avanti e leggermente affioranti. Palpebre aderenti. Colore dell'iride il più scuro possibile a seconda del colore del mantello. Sguardo intelligente e vigile.
Orecchi: triangolari, pendenti, con attacco largo, posti molto al di sopra dell'arcata zigomatica. Quasi sempre vengono amputati corti a forma di triangolo equilatero.
Collo: forte, piuttosto asciutto, muscoloso, lungo quanto la testa.
Corpo: il tronco è alquanto più lungo dell'altezza al garrese, fortemente costruito ma non tozzo.
Garrese: evidente e supera il livello della groppa.
Dorso: rettilineo, molto muscoloso e teso.
Lombo: corto e solido.
Groppa: lunga e larga, lievemente inclinata.
Torace: ben sviluppato nelle tre dimensioni e disceso al gomito.
Coda: inserita piuttosto alta, molto grossa alla radice, viene amputata alla quarta vertebra. In azione si rialza, però mai a candela.
Arti
Arti Anteriori:
Spalla: lunga, obliqua, molto muscolosa.
Braccio: potente.
Avambraccio: diritto e molto forte.
Carpo e metacarpo: asciutti ed elastici.
Piede: piede di gatto.
Arti Posteriori
Coscia: lunga, larga e convessa posteriormente.
Gamba: asciutta e forte.
Garretto: moderatamente angolato.
Metatarso: spesso ed asciutto.
Piedi: un po' meno compatti degli anteriori.
Movimento: passo lungo, trotto allungato. Il movimento preferito è il trotto.
Pelle: alquanto spessa e piuttosto aderente agli strati sottostanti.
Mantello
Pelo: corto ma non raso, a tessitura vitrea, lucido, brillante, aderente, molto folto con un lieve strato di sottopelo.
Colore: nero, grigio piombo, ardesia, grigio chiaro, fulvo chiaro, fulvo cervo, fulvo scuro, tigrato (tigrature su fondo fulvo o grigio di varie gradazioni). Nei soggetti fulvi e tigrati è presente un maschera nera o grigia la cui estensione è limitata al muso e non deve superare la linea degli occhi. Ammessa una piccola chiazza bianca al petto, alla punta dei piedi e alla canna nasale.
Taglia e peso
Altezza al garrese:
nei maschi da cm. 64 a cm. 68
nelle femmine da cm. 60 a cm. 64
con tolleranza di cm. 2 in più o in meno.
Peso:
maschi da 45 a 50 Kg.
femmine da 40 a 45 kg.
Difetti: ogni deviazione dalle caratteristiche indicate nella descrizione delle varie regioni costituisce un difetto, che deve essere penalizzato nel giudizio in rapporto alla sua gravità e alla sua diffusione.
Difetti gravi:
- parallelismo evidente degli assi cranio-facciali, convergenza molto marcata, facce laterali del muso convergenti;
- chiusura a forbice, prognatismo accentuato e deturpante;
- tartufo: depigmentazione parziale;
- coda: portata a candela o a anello;
- statura: al di sopra o al di sotto dei limiti indicati;
- andatura: ambio continuato.
Difetti da squalifica:
- divergenza degli assi cranio-facciali;
- enognatismo;
- canna nasale decisamente concava o montonina;
- tartufo: depigmentazione totale;
- occhi: depigmentazione moderata e bilaterale delle palpebre, gazzuoli, strabismo bilaterale;
- coda: anurismo, brachiurismo, sia congeniti che artificiali;
- pelo: semi-lungo, raso, frangiato;
- colori: colori non previsti dallo standard, macchie bianche troppo estese.
Nota: i maschi devono avere 2 testicoli di aspetto normale e ben discesi nelle scroto.

Allevamento Cani Corso Manfredonia(FG) Casa Leone di Umberto Leone Tel: 333 992 11 63